Boccioli di rose

Il libro presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Vi si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, a paragrafi in cui si  descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque con l’andar del tempo, in che modo uscire dal tunnel dall’anoressia.


Un estratto

Vorrei chiudere i miei occhi e per un istante ascoltare mio cuore, coccolarlo, confortarlo per ricomporlo e dargli nuovamente forma, rischiarato dalla sua limpidezza; ma questo cuore sbriciolato a granelli continua a sgretolarsi in sabbia sempre più fine

La paura di non avere più il controllo di me.

La paura di svegliarmi una mattina e trovarmi sola, immersa in un mondo troppo sostanziale per poter vivere degnamente la mia insulsa esistenza da bambina.

Il freddo provato fisicamente era anche un freddo interiore provocato dal senso di abbandono, di non amore e di vuoto che c’era in me e all’infuori di me.

Sbircio fuori dalla finestra e posso notare solo grande armonia e sintonia, mentre se mi soffermo a due passi da me, vedo solo una grande paura e confusione, dove ognuno vuole vincere sull’altro.

Oggi quei fogli non vivono più, li ho stracciati, ma il ricordo vivrà per sempre dentro di me. Lo stesso non si può dire di quelle persone, che hanno scordato già tutto dopo appena un anno dall’evento. È terribile.

Tutti mi vogliono vedere ingrassare, mi assillano, mi umiliano per farmi reagire, senza capire che così ostacolano la guarigione.

Tutti siamo diversi, ed è proprio per questa nostra diversità ci piace sentirci amati.